Pubblichiamo questa poesia di cui è autore Camillo Recchiuti su richiesta del figlio Cristian, che insieme alla mamma, Tullia Paolone, ha scelto di sostenere l’Ail con una donazione

La somma è frutto delle donazioni di tutte le care persone che sono venute a casa a fare un ultimo saluto a mio padre Camillo Recchiuti, deceduto il 26 gennaio 2016 all’ ospedale di Pescara, lottando contro la sua malattia, vinta qualche anno prima, ma ripresentatasi più forte negli ultimi mesi del 2015. Il mieloma multiplo è stato il nemico, il Quinto Piano è stato l’amico. L’ultimo sguardo che ho avuto con mio padre è stato uno sguardo sereno, egli mi ha salutato il pomeriggio del 25 gennaio sorridendomi, perchè indubbiamente in quel reparto ospedaliero è stato aiutato sia a guarire una prima volta, sia a soffrire il meno possibile la seconda. Ricordo che mio padre è stato un artista del luogo, si era fatto conoscere in età pensionabile per le sue attività di comico, attore teatrale, cantante e musicista, scrittore e canzoniere. Vorrei fosse ricordato in una pergamena firmata AIL. con uno dei suoi tanti versi,senza date di nascita o morte, scritto sul tema della donazione degli organi, ma valido in molti altri contesti“.

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