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Enrica D’Intino, una donna speciale amica dell’Ail. Il ricordo dei familiari

“Venerdi 5 Luglio sono stati celebrati i funerali di Enrica D’Intino. Enrica era malata di mieloma multiplo. Ha iniziato ad essere paziente del reparto di Ematologia dell’Ospedale Civile di Pescara nel lontano 2002. La sua vita è, quindi, una testimonianza di come sia possibile convivere con questa malattia. Sotto le cure del dottor Donato Natale prima, e della dottoressa Anna Maria Morelli per ben 15 anni, Enrica ha scoperto una nuova realtà. Sicuramente scoprire che i valori del sangue non erano più giusti, che avrebbe dovuto sottoporsi a due autotrapianti e che non c’era possibilità di remissione della malattia (allora era così) è stato angosciante, ma tutto ciò non l’ha fermata, anzi. Ha affrontato la paura, si è sottoposta a tutte le cure necessarie e lo ha fatto sempre con grinta, discrezione e una immensa fiducia e ammirazione per i suoi amati dottori.

La sua vita è stata scandita dai prelievi del sangue, PET e analisi del midollo osseo, ma il tutto sempre accompagnato dalle telefonate della dottoressa Morelli. Lei c’era sempre, per riferire con puntualità, dolcezza e precisione il risultato dei vari controlli, per sciogliere i dubbi, per vincere le paure anche dei familiari. Nonostante la malattia, le chemio e le varie cure di mantenimento, Enrica ha avuto un’intensa vita sociale, piena di cene, feste, incontri con i compagni di scuola e shopping con le amiche. È stata una nonna presente in ogni momento della vita delle sue nipoti, le ha seguite con i compiti, con le loro attività sportive, ha trasmesso ai suoi familiari i valori della sua famiglia, ha allietato i palati di amici e parenti con le ricette tramandate da generazioni e con nuove imparate navigando su Internet. Nulla le è mancato in questa sua lunga vita, nulla ha fatto mancare ai suoi cari. Anche in questo ultimo difficile mese, non ha avuto paura. Gli anni di convivenza con il mieloma hanno indebolito il suo corpo, ma non il suo spirito, forse l’hanno resa ancora più forte; proprio perché non si è fatta abbattere, ha saputo affrontare con forza anche quest’ultima fase.

L’ospedale è solitamente un posto dal quale si vuole fuggire, ma il reparto di Ematologia di Pescara è un reparto speciale. Domina l’amore per i pazienti e .i familiari, lì non ci si sente abbandonati, lì ci si sente a casa e protetti. Enrica aspettava la visita del dottor Marco Sborgia e del dottor Stefano Pulini, con loro parlava e si confidava. Da loro sentiva dei suoi progressi o regressi, da loro riceveva la forza di continuare a sorridere e sperare. Il personale del reparto l’ha accudita, conosciuta ed apprezzata. Per i familiari apprendere che la loro cara mamma, moglie, sorella, cognata è entrata in fase terminale è profondamente doloroso, ma il dottor Sborgia e il dottor Pulini hanno saputo comunicare anche questa notizia rendendola accettabile. Quando nulla più si poteva fare per dare conforto a Enrica, il personale del reparto e la dottoressa Morelli erano lì per i familiari. Una lezione di amore e un esempio di dedizione per il proprio lavoro. I familiari vogliono condividere questa esperienza con la città come ultima testimonianza di una paziente e amica dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL)”

1 comment on Enrica D’Intino, una donna speciale amica dell’Ail. Il ricordo dei familiari

  1. Antonella Taraborrelli
    3 Ottobre 2019 at 22:44 (2 mesi ago)

    Scopro solo oggi, per puro caso leggendo questo bel ricordo, della morte di Enrica. Ho sempre considerato Enrica una bella persona e una grande insegnante, con lei hocondiviso la passione per lalingua inlgese che sia per me che per lei si era concretizzata anche in una professione. Ricorderò sempre la nostra ultima conversazione telefonica parlando dell’importanza dell’inlgese e di come lei stesse trasmettendo saperi e passione alla sua amata nipotina. Ciao Enrica

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